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Ragioni Pratiche

Ultimi articoli

  • Quarant’anni di campo, a Torino

    9 settembre 2013 in Incontri [ pubblicato da Michele Sisto ]

    Ecco la locandina e il programma del seminario.
    Qui di seguito una breve presentazione.

    La comparsa del concetto di campo nell’elaborazione teorica di Pierre Bourdieu risale a poco più di quarant’anni fa: nel 1971 infatti appaiono due saggi dedicati al campo religioso, frutto di un confronto con la sociologia della religione di Max Weber. Nel 1992, con Le regole dell’arte, si giunge alla presentazione più completa e sistematica della teoria dei campi.
    Le tre sessioni del convegno intendono sottoporre a giudizio tale teoria, giustapponendo casi diversi e tentando una riflessione più generale e ambiziosa sulla presunta capacità generativa dei saperi accademicamente disciplinati.
    La prima sessione sarà dedicata alla discussione di ricerche che applicano il concetto di campo agli ambiti più diversi al fine di verificare se un’applicazione ragionata e critica del “metodo Bourdieu” determini conseguenze epistemologiche rilevanti per la comprensione degli oggetti indagati.
    La seconda sessione sarà invece volta a illustrare in che misura l’adozione del concetto di campo può contribuire al rinnovamento dei saperi, partendo anzitutto da una necessaria autoriflessività e risalendo alle origini dei paradigmi disciplinari entro cui ci muoviamo.
    La terza sessione sarà formata da una serie di “recensioni orali” di libri più o meno recenti che applicano o discutono il concetto di campo.

  • Quarant’anni di campo

    5 giugno 2013 in Incontri [ pubblicato da Michele Sisto ]

    Il seminario Quarant’anni di campo: il nuovo spirito scientifico di Pierre Bourdieu si propone di riflettere sugli effetti che l’uso di questo concetto ha prodotto e può produrre nella ricerca scientifica, in particolare quella cosiddetta “umanistica”.

    Luogo e data
    Università di Torino, Biblioteca “Erik Peterson”
    3-4 ottobre 2013

    Comitato organizzatore
    Roberto ALCIATI (Univ. di Torino)
    Michele SISTO (Ist. Italiano di Studi Germanici di Roma)
    Emiliano R. URCIUOLI (Fondaz. San Carlo di Modena)

    La scadenza per l’invio delle proposte è il 15 luglio 2013.

  • Nel suo procedere Bourdieu ha operato spesso con lo scopo esplicito di affermare la propria identità di sociologo in contrasto esplicito e polemico con la tradizione filosofica di cui pur era figlio. E nella quarta di copertina della sua opera dedicata a Pascal, Méditations pascaliennes, si definisce, certo non casualmente, «anthropologue, sociologue, professeur au Collége de France» , negando così (o omettendo) la propria appartenenza alla corporazione dei filosofi e al campo disciplinare della filosofia. Solo in quanto sociologo e antropologo si occupa dei suoi antenati filosofi (Pascal, Hume, Kant, Marx, Husserl, Bachelard, Wittgenstein, Austin, Dewey) e dei loro eredi, per trasformarli in oggetti di studio sociologico ed etnologico, come se fossero i cabili, i contadini algerini o i contadini celibi del Béarn, tutti soggetti a cui Bourdieu aveva già dedicato o avrebbe dedicato il suo lavoro di sociologo e antropologo. In realtà egli vuole sottoporre a una critica esplicita il campo degli studi filosofici, così come si presenta alla sua riflessione.

  • Pierre Bourdieu e Roger Chartier, da rappresentanti della sociologia e della storia, si confrontano su come le due discipline cercano di conoscere e comprendere la nostra società. Nell’introduzione francese Chartier richiama le occasioni pubbliche di questo confronto e, durante le conversazioni, si fa spesso riferimento al dibattito scientifico che in Francia ha visto come protagonisti Bourdieu e gli storici. Un test per l’Italia, dove appare debolissimo il dibattito interdisciplinare tra sociologi e storici, nonostante, da un lato, la sociologia esperienziale colga l’attraversamento dei processi storici nelle vite individuali e, dall’altro, la storia sperimenti il rapporto tra macro e micro nell’approccio biografico. Per Bourdieu, «la separazione tra sociologia e storia è disastrosa e totalmente priva di giustificazione epistemologica: ogni sociologia deve essere storica e ogni storia sociologica».

  • Il campo religioso

    7 aprile 2013 in Segnalazioni [ pubblicato da Michele Sisto ]

    Lo scorso ottobre è uscito Il campo religioso di Pierre Bourdieu (a cura di Roberto Alciati e Emiliano R. Urciuoli, con due esercizi, Torino, Academia University Press 2012, 234 p.) Il volume presenta la prima traduzione italiana di due importanti saggi pubblicati da Bourdieu nel 1971, Un’interpretazione della teoria della religione secondo Max Weber e Genesi e struttura del campo religioso. I curatori si sono poi confrontati con il concetto bourdeusiano di "campo religioso" applicandolo in due "esercizi" ad altrettanti testi della letteratura cristiana antica, la Passio Perpetuae et Felicitatis (Emiliano R. Urciuoli) e la Vita Melaniae (Roberto Alciati). Completano il volume, pubblicato nella collana di studi del Centro interdipartimentale di scienze religiose dell’ Università di Torino diretta da Claudio Gianotto, un’ampia introduzione di Roberto Alciati dedicata alla rivoluzione simbolica di Bourdieu e una postfazione di Enzo Pace sulla fortuna del sociologo francese nelle scienze religiose italiane. Il volume si può scaricare in pdf dal sito della casa editrice.

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