Cosa accomuna L’Atelier de l’artiste di Courbet e l’introduzione di Spivak alla traduzione inglese di De la grammatologie di Derrida? Le parole e le cose di Foucault, Le Mots di Sartre e le parole in libertà di Marinetti? Nelle storie letterarie, dell’arte o delle idee queste opere sono catalogate come seminali o esemplari di un “movimento” artistico o intellettuale – e, più precisamente, dei cinque “ismi” cui Anna Boschetti dedica i capitoli del suo ultimo libro: “realismo”, “futurismo”, “esistenzialismo”, “strutturalismo” e “postmodernismo”.
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Filosofia
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Anna Boschetti - Ismes. Du réalisme au postmodernisme
20 luglio 2016, pubblicato da Fabio Andreazza -
«Tôrdre le bâton dans l’autre sens». Pierre Bourdieu e la sua lettura di Pascal
24 maggio 2013, pubblicato da Michele SistoNel suo procedere Bourdieu ha operato spesso con lo scopo esplicito di affermare la propria identità di sociologo in contrasto esplicito e polemico con la tradizione filosofica di cui pur era figlio. E nella quarta di copertina della sua opera dedicata a Pascal, Méditations pascaliennes, si definisce, certo non casualmente, «anthropologue, sociologue, professeur au Collége de France» , negando così (o omettendo) la propria appartenenza alla corporazione dei filosofi e al campo disciplinare della filosofia. Solo in quanto sociologo e antropologo si occupa dei suoi antenati filosofi (Pascal, Hume, Kant, Marx, Husserl, Bachelard, Wittgenstein, Austin, Dewey) e dei loro eredi, per trasformarli in oggetti di studio sociologico ed etnologico, come se fossero i cabili, i contadini algerini o i contadini celibi del Béarn, tutti soggetti a cui Bourdieu aveva già dedicato o avrebbe dedicato il suo lavoro di sociologo e antropologo. In realtà egli vuole sottoporre a una critica esplicita il campo degli studi filosofici, così come si presenta alla sua riflessione.